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Usare l’openmoko come antenna gps esterna (condividere gpsd sulla rete usb)
Pubblicato il luglio 14th, 2009 Nessun commentoPuò tornare utile utilizzare l’openmoko come antenna gps esterna o, in maniera più complessa, far leggere i dati gps forniti dal demone di gestione del gps dell’openmoko, fso-gpsd, a tutti i computer connessi alla stessa rete dell’openmoko.
Gpsd può rimanere in ascolto per fornire i dati via rete e siccome l’openmoko si collega alla rete tramite un pc, possiamo usarlo come antenna esterna. In questo modo è possibile, ad esempio, utilizzare tangoGPS sul proprio pc usano l’openmoko come un (costoso!) ricevitore gps semplicemente impostando nel campo “Server gpsd” l’ip dell’openmoko (grazie a Matthias Apitz per il felice suggerimento) .
In SHR fso-gpsd è configurato in modo da rimanere in ascolto solo su localhost, impedendo di fatto ad altri client di rete di accedere alle informazioni. Per modificare questo comportamento è sufficiente modificare una riga nel file /etc/init.d/fso-gpsd, cambiando:
-S localhost:gpsdin
-S 0.0.0.0:gpsdIn questo modo tutti i computer della rete, e l’openmoko stesso, potranno accedere a gpsd anche *contemporaneamente* (cosa che non si può fare via bluetooth ad esempio) semplicemente sfruttando l’indirizzo di rete dell’openmoko e la porta su cui è in ascolto gpsd: solitamente 192.168.0.202:2947.
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Pycp: usare cp con una progress bar
Pubblicato il aprile 11th, 2009 Nessun commentoPer quanti usano ancora il comando del terminale cp per copiare i file risuslterà comodo installare pycp, un wrapper di cp scritto in python che implementa una progress bar tetstuale per ogni singolo file trasferito.
E’ molto comondo nel caso di trasferimento di grosse cartelle, in cui il cursore rimane immobile (sembra quasi bloccato) fino a trasferimento completato. Con pycp è possibile vedere, oltre alla progress bar, anche la velocità di trasferimento e l’ETA (estimated time of arrival) di ogni singolo file!
Per installarlo è necessario scaricare ed installare prima il modulo python-progressbar:
$: wget http://pypi.python.org/packages/source/p/progressbar/progressbar-2.2.tar.gz
$: tar xvf progressbar-2.2.tar.gz
$: cd tar xvf progressbar-2.2.tar.gz
$: sudo python setup.py install
A questo punto scarichiamo ed installiamo pycp:
$: wget http://yannick-lm.dyndns.org/soft/pycp/pycp-3.2.tar.gz
$: tar xvf pycp-3.2.tar.gz
$: cd tar xvf pycp-3.2.tar.gz
$: sudo python setup.py install
Per evitare di ricordarsi di digitare pycp al posto di cp è possibile creare un alias per la nostra shell, editando il file ~/.bashrc:
$: vim .bashrc
Inserendo la riga:
alias cp=’pycp’
Carichiamo le modifiche:
$: source .bashrc
In questo modo al comando cp verrà automaticamente sostituito pycp.
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[How-to] Installare Lighttpd con MySQL e PHP5 su Debian Lenny
Pubblicato il marzo 24th, 2009 Nessun commento
Lighttpd (pronuncia lighty) è un web-server , rilasciato sotto licenza BSD modificata, progettato per un uso ottimizzato delle risorse. Scritto da Jan Kneschke nel 2003, per distrarsi dal suo lavoro di tesi, è un potente web server che fa della scalabilità, dell’uso parsimonioso di risorse e dell’aderenza agli standard i suo cavalli di battaglia. E’ consigliato per macchine obsolete o per server con carichi di lavoro massicci, tra gli utilizzatori più famosi c’è Wikipedia ed OpenStreetMap.
Per installare Lighttpd con supporto MySQL e PHP5 su una macchina con Debian 5.0 Lenny, è sufficiente installare i seguenti pacchetti:
#: sudo apt-get install mysql-server mysql-client lighttpd php5-cgi php5-mysql
Durante l’installazione il sistema chiederà di inserire due volte la password di root, per cui non sarà necessario configurarla successivamente.
Puntando il browser su localhost, si ottiene la pagina di benvenuto di lighttpd in cui è descritta anche la configurazione del server:
Ricapitolando:
- la document root è /var/www (come per apache)
- il file di configurazione è /etc/lighttpd/lighttpd.conf
- il programma cercherà i moduli cgi in /usr/lib/cgi-bin e il loro utilizzo deve essere abilitato con la direttiva
- i file di log sono salvati in /var/log/lighttpd e la loro rotazione può essere cambiata modificando il file /etc/logrotate.d/lighttpd
Abilitare il fastcgi per i file php
Per abilitare il fastcgi per i file php, per installare ad esempio un forum o un blog in php, è necessario editare due file.
In /etc/php5/cgi/php.ini, decommentare la riga
; cgi.fix_pathinfo = 0Eliminando il punto e virgola e modificando la variabile zero in uno
cgi.fix_pathinfo = 1In questo modo il percorso che indica il PHP-CGI viene impostata in maniera fissa piuttosto che essere ricavata da SCRIPT_FILENAME.
Nel file /etc/lighttpd/lighttpd.conf aggiungere la riga:
"mod_fastcgi",dopo la riga
"mod_accesslog",e in fondo al file aggiungere il percorso del PHP-CGI (per le personalizzazioni e altri moduli si faccia riferimento alla documentazione ufficiale)
fastcgi.server = ( ".php" => ("localhost" => ( "bin-path" => "/usr/bin/php5-cgi",
"socket" => "/tmp/php.socket")))
Riavviare Lighttpd
#: /etc/init.d/lighttpd restartSpostarsi nella DocumentRoot di Lighttpd e creare il file info.php in questo modo:
#: cd /var/www#: vi info.php
Premere il tasto i e aggiungere nel file la seguente riga:
<?php phpinfo(); ?>Salvare e chiudere premendo Esc :wq.
Puntare il browser su localhost/info.php per controllare che tutto funzioni.
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Sono tornato!
Pubblicato il marzo 18th, 2009 Nessun commentoDopo circa una settimana di interruzionea causa dell’account sospeso da parte del servizio di hosting, avevo inserito una email errata nel profilo e non mi è arrivato il nuovo contratto da sottoscrivere, il blog è di nuovo operativo e ci saranno presto nuovi post.
Stay tuned! -
Pythonizzare gedit
Pubblicato il agosto 21st, 2008 Nessun commentoIn attesa di imparare (e pythonizzare) per bene Vim, scrivo i miei script in Python con Gedit, l’editor di testi standard di Gnome, che se adattatto alla scrittura di codice Python attraverso alcuni utili plugin (i plugin di Gedit sono scritti in Python!) può diventare davvero un ottimo IDE.
Plugin standard
Per installare il pacchetto dei plugin standard è sufficiente installare il pacchetto gedit-plugins da synaptic oppure da terminale digitando:
$: sudo apt-get install gedit-pluginsTra i molteplici plugin standard installati, i più interessanti sono:
- Commento codice
- Console Python
- Terminale incorporato
- Traccia gli spazi
Per abilitarli basta avviare Gedit e dal menù selezionare Modifica–>Preferenze–>Plugin e poi spuntare la casella del plugin relativo.
Plugin aggiuntivi
Esistono alcuni plugin aggiuntivi molto utili, i più interessanti sono:
- Auto completition per l’autocompletamento del codice
- Class Browser per navigare tra le classi
Per installare il primo è necessario prelevare il plugin da questo indirizzo e poi copiare i file nella cartella ~/.gnome2/gedit/plugins, volendo usare il terminale
$: wget http://elias.hiex.at/gedit-plugins/auto_completion.gedit-plugin$: wget http://elias.hiex.at/gedit-plugins/auto_completion.py
$: mv auto_completion.* ~/.gnome2/gedit/plugins
Per installare il plugin Class Browser invece, disponibile a questo indirizzo, è necessario installare prima il pacchetto exuberant-ctags e solo successivamente scaricare il pacchetto contenente i file e copiarlo nella cartella ~/.gnome2/gedit/plugins
$: sudo apt-get install exuberant-ctags$: wget http://www.stambouliote.de/download/gedit_classbrowser-0.2.1.tar.gz
$:
tar zxvfgedit_classbrowser-0.2.1.tar.gz$: cd gedit_classbrowser-0.2.1
$: mv * ~/.gnome2/gedit/plugins
Per abilitare i due plugin è sufficiente avviare Gedit e dal menù selezionare Modifica–>Preferenze–>Plugin e poi spuntare le due relative caselle.
Per visualizzare i plugin è necessario avere la barra inferiore e la barra laterale attiva, digitando rispettivamente CTRL+F9 e F9, ed ecco come si presenta il mio Gedit:
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Montare partizioni remote con pyNeighborhood
Pubblicato il giugno 20th, 2008 Nessun commentoGli utenti Gnome che, come me, sono passati a Xfce sentiranno la mancanza di un tool grafico che permetta il mount delle partizioni remote di Windows.
Si potrebbe confezionare un bash script che, utilizzando il comando mount.smbfs, monti le partizioni remote ogni volta che ne abbiamo bisogno,però se si cambia spesso rete oppure la rete è molto complessa (come quella mostrata dall’immagine presa dal sito del programma) lo script andrebbe riadattato oppure andrebbe modificato in modo da scegliere quali partizioni remote montare (usando smbclient -L).
Mentre aspettiamo che le funzionalità di mount remote vengano implementate in Thunar, possiamo utilizzare un programmino scritto in Python: pyNeighborhood.Il programma è presente nei repository di Xubuntu per cui per installarlo basta digitare da un terminale:
$: sudo apt-get install pyneighborhood mcPer qualche oscuro motivo è necessario installare, anche se non è tra le dipendeze necessarie, il file-manager midnight commander (pacchetto mc) per far fuzionare correttamente pyNeigborhood.
L’installazione crea anche l’icona nella categoria rete, però avviando il programma dal menù non è possibile montare nessuna partizione sia perché pyNeigborhood non ha i privilegi necessari ad eseguire il mount sia perché è necessario creare prima la cartella di mount.
Per ovviare è necessario:- modificare la voce di menù, con un terminale e i privilegi da amministratore apriamo il file /usr/share/applications/pyNeighborhood.desktop
$: sudo mousepad /usr/share/applications/pyNeighborhood.desktop- modifichiamo la stringa Exec=pyNeighborhood in Exec=gksu pyNeighborhood, in questo modo il programma verrà avviato con i permessi necessari al suo funzionamento
creare la cartella in cui effettuare il mount (di default /mnt/Network):
$: sudo mkdir /mnt/NetworkCome usare pyNeighborhood
Al primo avvio del programma è necessario scansionare i gruppi di lavoro, per farlo basta fare clic con il pulsante destro sull’icona Groups e selezionare la voce Scan using msbrowse, alla fine della scansione cliccare sul gruppo desiderato e avviare una nuova scansione per rilevare i dispositivi appartenenti al gruppo.
Cliccare su uno dei dispositivi della lista e avviare la scansione per rilevare le partizioni condivise, fare clic con il destro sulla partizione da montare e selezionare mount.That’s all!
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Installare dreamlinux
Pubblicato il maggio 29th, 2008 Nessun commentoIn questi giorni ho smanettato un pochino con Dreamlinux, una distribuzione brasiliana Debian-based che fa il verso alla grafica di MacOs (bisogna ammettere che quelli della Apple ci sanno fare con la grafica).
Vediamo come installarla sul nostro pc:
- Scarichiamo l’iso della versione 3.1 da sito ufficiale, e masterizziamola con il nostro programma peferito (ehm… brasero!)
- Inseriamo il cd nel lettore e riavviamo assicurandoci che il BIOS avvii il sistema dal CD come prima opzione.
- Dalla schermata di boot selezioniamo il desktop environment preferito tra Gnome e Xfce (io ho selezionato Xfce) e aspettiamo il caricamento della versione live, che si presenta così:
- Godetevi per qualche instante l’accattivante grafica plasticosa e poi cliccate sulla seconda icona da destra sulla barra in basso per accedere al tool di configurazione di sistema e modificare il layout della tastiera (di default è in americano)
- Se, come me, state installando dreamlinux su un notebook e notate che il processore e la ventolina non hanno un minuto di riposo, probabilmente il sistema non avrà caricato il relativo modulo di gestione della frequenza. Nel mio caso (Athlon K7) è stato necessario aprire un terminale e digitare:
$: sudo modprobe powernow-k7$: sudo powernowd- Il programma di installazione non include un partizionatore complesso che permetta di modificare la tabella delle partizioni, per cui, se necessario, bisogna usare gparted (avviabile dal terminale)
- Per avviare il programma d’installazione clicchiamo su DL Installer, compiliamo i campi in maniera corretta (per compilare la parte relativa alle partizioni basta cliccare sull’attributo relativo e selezionare la voce corretta dal menù a tendina) e clicchiamo su Apply
In pochi minuti il sistema sarà installato e… quasi pronto all’uso, sarà necessario infatti impostare definitivamente la tastiera sul layout italiano, rendere automatico il caricamento del modulo per la gestione della frequenza del processore e rendere automatico l’avvio del demone powernowd
Apriamo, con i permessi root, il file /etc/X11/xorg.conf
$: sudo mousepad /ect/X11/xorg.confe modifichiamo la stringa “XkbLayout” “us” in “XkbLayout” “it”
Apriamo, con i permessi root, il file /etc/modules
$: sudo mousepad /etc/modulese aggiungiamo la stringa powernow-k7
Infine dal tool di configurazione di sistema scegliamo Services e selezioniamo il demone powernowd.
Enjoy your dreamlinux!
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Lo stambecco trova la sua strada
Pubblicato il maggio 3rd, 2008 Nessun commento
A pochi giorni dall’uscita di Hardy è già disponibile la roadmap che porterà il team di Ubuntu a rilasciare, ad Ottobre, la versione 8.10 nome in codice Intrepid Ibex (stambecco intrepido).
Già domani si terrà l’incontro tra gli sviluppatori al Corinthia Towers Hotel di Praga, ed il rilascio della prima alpha è prevista per il sette giugno.
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Come per magia il pinguino si traveste da airone
Pubblicato il aprile 24th, 2008 1 commentoOgni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia
A.C. Clarke

Rispettando perfettamente la roadmap prestabilita, oggi è stata rilasciata la versione 8.04 di Ubuntu nome in codice Hardy Heron “Airone Audace”.
Tra le tante novità spiccano Firefox 3 beta 5, Cheese il software di cattura immagini e video dalla webcam e l’applicazione per desktop remoto Vinagre.
Scarica ed installa (anche da Windows attraverso Wubi) la nuova Ubuntu
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Software libero:idee e prospettive
Pubblicato il aprile 21st, 2008 Nessun commentoSi terrà domani alle 9.30 nell’aula 4 al palazzo delle aule alla facoltà di scienze MM.FF.NN il seminario:
Software libero:idee e prospettive
L’opensource nella pubblica amministrazione e nell’università
La WiFi nell’UNIBA su KDE

Verrà fatta anche una dimostrazione di configurazione della rete WiFi dell’università e sarà presentato un software per gestire le reti WiFi scritto da due studenti del politecnico per il desktop environment KDE4.








