-
Salvare il contenuto di una finestra in un file immagine
Pubblicato il marzo 10th, 2010 Nessun commentoPer fare lo screenshot del contenuto di una finestra si può utilizzare import da riga di comando:
$: import nome_file.jpgL’icona del mouse cambia e ci permette di cliccare nella finestra di cui volgiamo fare lo screenshot
Import è un tool che fa parte della suite imagemagick, per cui per installarlo basta digitare:
$: sudo apt-get install imagemagicksu Ubuntu, oppure:
$: sudo pacman -S imagemagicksu ArchLinux
-
Pycp: usare cp con una progress bar
Pubblicato il aprile 11th, 2009 Nessun commentoPer quanti usano ancora il comando del terminale cp per copiare i file risuslterà comodo installare pycp, un wrapper di cp scritto in python che implementa una progress bar tetstuale per ogni singolo file trasferito.
E’ molto comondo nel caso di trasferimento di grosse cartelle, in cui il cursore rimane immobile (sembra quasi bloccato) fino a trasferimento completato. Con pycp è possibile vedere, oltre alla progress bar, anche la velocità di trasferimento e l’ETA (estimated time of arrival) di ogni singolo file!
Per installarlo è necessario scaricare ed installare prima il modulo python-progressbar:
$: wget http://pypi.python.org/packages/source/p/progressbar/progressbar-2.2.tar.gz
$: tar xvf progressbar-2.2.tar.gz
$: cd tar xvf progressbar-2.2.tar.gz
$: sudo python setup.py install
A questo punto scarichiamo ed installiamo pycp:
$: wget http://yannick-lm.dyndns.org/soft/pycp/pycp-3.2.tar.gz
$: tar xvf pycp-3.2.tar.gz
$: cd tar xvf pycp-3.2.tar.gz
$: sudo python setup.py install
Per evitare di ricordarsi di digitare pycp al posto di cp è possibile creare un alias per la nostra shell, editando il file ~/.bashrc:
$: vim .bashrc
Inserendo la riga:
alias cp=’pycp’
Carichiamo le modifiche:
$: source .bashrc
In questo modo al comando cp verrà automaticamente sostituito pycp.
-
How-to: da Apt di Ubuntu a Pacman di Arch Linux
Pubblicato il dicembre 11th, 2008 3 commentiEra già da un po’ di tempo che Xubuntu cominciava ad andare stretta nel mio notebook macinino e da qualche mese avevo già cominciato a pensare ad un’altra distro più leggera e performante di Xubuntu (ammettiamolo, è sempre più pachidermica
), domenica scorsa avevo il pomeriggio libero ed ho installato Arch Linux ed è stato amore a prima vista.Non è mia intenzione, in questo post, parlar male di Ubuntu e incensare Arch Linux e il metodo Arch -anche perché basta provare Arch per rendersi conto della differenza abissale tra le due distro- ma, considerando che Arch è una rolling release, vorrei semplicemente compilare la lista dei comandi di pacman (il gestore di pacchetti di Arch) corrispondenti ai vecchi e cari comandi di apt per facilitare la vita a chi voglia provarla.
Questo how-to presuppone che abbiate installato Arch Linux -se non lo avete ancora fatto potete seguire l’ottima guida passo passo sul wiki italiano- e che non vi spaventi usare soltanto il terminale considerato pacman non ha ancora una GUI matura.
NB: tutti i comandi devono essere dati da root o fatti seguire a sudo
Comando Pacman Comando APT Descrizione pacman -Sy apt-get update Aggiorna il database dei pacchetti pacman -Su apt-get upgrade Aggiorna il sistema pacman -Syu apt-get update && apt-get upgrade Aggiorna il database e in seguito il sistema pacman -Qdt apt-get upgrade Aggiorna il sistema pacman -Rs $(pacman -Qtdq) apt-get autremove Elimina i pacchetti orfani pacman -Scc apt-get clean Pulisce la cache locale dei pacchetti pacman -S pacchetto apt-get install pacchetto Installa un pacchetto pacman -Sy pacchetto apt-get upgrade && apt-get install pacchetto Aggiorna il database e installa il pacchetto pacman -Rsn pacchetto apt-get–purge remove pacchetto Elimina il pacchetto, le sue dipendenze inutilizzate e i file di configurazione Mancando Pacman di una GUI la cosa che lascia spaesati, almeno per me lo è stato, è la ricerca di un pacchetto nel database. Su Ubuntu, se non conoscevo il nome del pacchetto, usavo Synaptic per la ricerca e molto raramente apt-cache da terminale, in Arch invece i comandi di ricerca sono inclusi in pacman.
pacman -Ss regexp
Se la lista pacchetti è molto lunga si può utilizzare less per migliorare la leggibilità dell’output
pacman -Ss regexp | less
Il comando precedente cerca delle corrispondenze di regex (che puo’ essere anche un’espressione regolare) nella descrizione e nel nome del database dei pacchetti.
pacman -Qs regexp | less
Il comando precedente cerca delle corrispondenze di regex (che puo’ essere anche un’espressione regolare) nella descrizione e nel nome nei pacchetti installati.
Se proprio non potere fare a meno di utilizzare un front-end grafico segnalo due progetti:
-
Pythonizzare gedit
Pubblicato il agosto 21st, 2008 Nessun commentoIn attesa di imparare (e pythonizzare) per bene Vim, scrivo i miei script in Python con Gedit, l’editor di testi standard di Gnome, che se adattatto alla scrittura di codice Python attraverso alcuni utili plugin (i plugin di Gedit sono scritti in Python!) può diventare davvero un ottimo IDE.
Plugin standard
Per installare il pacchetto dei plugin standard è sufficiente installare il pacchetto gedit-plugins da synaptic oppure da terminale digitando:
$: sudo apt-get install gedit-pluginsTra i molteplici plugin standard installati, i più interessanti sono:
- Commento codice
- Console Python
- Terminale incorporato
- Traccia gli spazi
Per abilitarli basta avviare Gedit e dal menù selezionare Modifica–>Preferenze–>Plugin e poi spuntare la casella del plugin relativo.
Plugin aggiuntivi
Esistono alcuni plugin aggiuntivi molto utili, i più interessanti sono:
- Auto completition per l’autocompletamento del codice
- Class Browser per navigare tra le classi
Per installare il primo è necessario prelevare il plugin da questo indirizzo e poi copiare i file nella cartella ~/.gnome2/gedit/plugins, volendo usare il terminale
$: wget http://elias.hiex.at/gedit-plugins/auto_completion.gedit-plugin$: wget http://elias.hiex.at/gedit-plugins/auto_completion.py
$: mv auto_completion.* ~/.gnome2/gedit/plugins
Per installare il plugin Class Browser invece, disponibile a questo indirizzo, è necessario installare prima il pacchetto exuberant-ctags e solo successivamente scaricare il pacchetto contenente i file e copiarlo nella cartella ~/.gnome2/gedit/plugins
$: sudo apt-get install exuberant-ctags$: wget http://www.stambouliote.de/download/gedit_classbrowser-0.2.1.tar.gz
$:
tar zxvfgedit_classbrowser-0.2.1.tar.gz$: cd gedit_classbrowser-0.2.1
$: mv * ~/.gnome2/gedit/plugins
Per abilitare i due plugin è sufficiente avviare Gedit e dal menù selezionare Modifica–>Preferenze–>Plugin e poi spuntare le due relative caselle.
Per visualizzare i plugin è necessario avere la barra inferiore e la barra laterale attiva, digitando rispettivamente CTRL+F9 e F9, ed ecco come si presenta il mio Gedit:
-
Python
Pubblicato il agosto 15th, 2008 Nessun commentoIn questa pagina (in continuo aggiornamento) , ci sono i link ai miei script e programmi open source scritti in python, non sono nulla di eccezionale ma svolgono egregiamente il loro lavoro e a volte sono anche carini.

- Parsing delle tabelle composizione alimenti INRAN e salvataggio dei dati in un database SQlite3
- Estrapolazione dati (quota) dai file gpx
- Conversione massiva di file igc e nmea in file gpx
- Visualizzare eventi sismici del sito INGV su mappe OpenStreetMap (versione testuale)
- OSMQuake: visualizzare eventi sismici nazionali sulle mappe di OpenStreetMap (versione grafica)
Ultimo aggiornamento: 04 maggio 2009
database, gpx, igc, inran, linux, nmea, Open source, OpenStreetMap, Python, Ubuntu -
Installare dreamlinux
Pubblicato il maggio 29th, 2008 Nessun commentoIn questi giorni ho smanettato un pochino con Dreamlinux, una distribuzione brasiliana Debian-based che fa il verso alla grafica di MacOs (bisogna ammettere che quelli della Apple ci sanno fare con la grafica).
Vediamo come installarla sul nostro pc:
- Scarichiamo l’iso della versione 3.1 da sito ufficiale, e masterizziamola con il nostro programma peferito (ehm… brasero!)
- Inseriamo il cd nel lettore e riavviamo assicurandoci che il BIOS avvii il sistema dal CD come prima opzione.
- Dalla schermata di boot selezioniamo il desktop environment preferito tra Gnome e Xfce (io ho selezionato Xfce) e aspettiamo il caricamento della versione live, che si presenta così:
- Godetevi per qualche instante l’accattivante grafica plasticosa e poi cliccate sulla seconda icona da destra sulla barra in basso per accedere al tool di configurazione di sistema e modificare il layout della tastiera (di default è in americano)
- Se, come me, state installando dreamlinux su un notebook e notate che il processore e la ventolina non hanno un minuto di riposo, probabilmente il sistema non avrà caricato il relativo modulo di gestione della frequenza. Nel mio caso (Athlon K7) è stato necessario aprire un terminale e digitare:
$: sudo modprobe powernow-k7$: sudo powernowd- Il programma di installazione non include un partizionatore complesso che permetta di modificare la tabella delle partizioni, per cui, se necessario, bisogna usare gparted (avviabile dal terminale)
- Per avviare il programma d’installazione clicchiamo su DL Installer, compiliamo i campi in maniera corretta (per compilare la parte relativa alle partizioni basta cliccare sull’attributo relativo e selezionare la voce corretta dal menù a tendina) e clicchiamo su Apply
In pochi minuti il sistema sarà installato e… quasi pronto all’uso, sarà necessario infatti impostare definitivamente la tastiera sul layout italiano, rendere automatico il caricamento del modulo per la gestione della frequenza del processore e rendere automatico l’avvio del demone powernowd
Apriamo, con i permessi root, il file /etc/X11/xorg.conf
$: sudo mousepad /ect/X11/xorg.confe modifichiamo la stringa “XkbLayout” “us” in “XkbLayout” “it”
Apriamo, con i permessi root, il file /etc/modules
$: sudo mousepad /etc/modulese aggiungiamo la stringa powernow-k7
Infine dal tool di configurazione di sistema scegliamo Services e selezioniamo il demone powernowd.
Enjoy your dreamlinux!
-
Lo stambecco trova la sua strada
Pubblicato il maggio 3rd, 2008 Nessun commento
A pochi giorni dall’uscita di Hardy è già disponibile la roadmap che porterà il team di Ubuntu a rilasciare, ad Ottobre, la versione 8.10 nome in codice Intrepid Ibex (stambecco intrepido).
Già domani si terrà l’incontro tra gli sviluppatori al Corinthia Towers Hotel di Praga, ed il rilascio della prima alpha è prevista per il sette giugno.
-
Come per magia il pinguino si traveste da airone
Pubblicato il aprile 24th, 2008 1 commentoOgni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia
A.C. Clarke

Rispettando perfettamente la roadmap prestabilita, oggi è stata rilasciata la versione 8.04 di Ubuntu nome in codice Hardy Heron “Airone Audace”.
Tra le tante novità spiccano Firefox 3 beta 5, Cheese il software di cattura immagini e video dalla webcam e l’applicazione per desktop remoto Vinagre.
Scarica ed installa (anche da Windows attraverso Wubi) la nuova Ubuntu







