-
Quando le strade si incrociano: OpenStreetCamping 10 giorni dopo
Pubblicato il agosto 18th, 2008 Nessun commentoQuesto è il messaggio, scritto a tre mani con Fradeve (ha scritto praticamente tutto lui, per cui io ho messo solo una mano
), inviato alla mailing list italiana di OpenStreetMap (link al messaggio) come resoconto dell’OpenStreetCamping.Quando le strade si incrociano:
OpenStreetCamping – 10 giorni dopo…Al termine dell’OpenStreetCamping, ci sembrava doveroso stendere un resoconto dei fatti accaduti (e anche di quelli mai ufficialmente avvenuti). Non ci piace perderci in chiacchiere, ma a volte capita che i particolari di una storia esprimano alcuni concetti meglio della storia stessa.
La partenza, fissata per le ore 8.00 del 4 Agosto 2008, è stata meno complicata del previsto, complice il sonno (la sera prima ricorreva la festa patronale del nostro paese natale, Terlizzi, con bagordi vari). Il viaggio è stato accompagnato da musica blues e folk.
Prima tappa: Cerignola, dove abbiamo trovato ad aspettarci il simpaticissimo – e precisissimo – Niubii aka Francesco. La sua gentilezza è stata molto lungimirante, visto che ci ha offerto una colazione con i fiocchi prima ancora che avessimo cominciato a mappare anche solo 2 metri di strada
Potete immaginare quanto potesse risultare astrusa la conversazione tra tre mapper alle orecchie degli altri avventori del bar. Complice la chiarezza e la simpatia di Francesco, la prima tappa è durata la bellezza di un paio d’ore. Abbiamo avuto anche occasione d’ammirare il Garmin di Francesco, bestiola GPS da 500gr che tutti quanti vorrebbero avere… in tasca.
Salutando a malincuore Francesco, e scansato qualche *piccolo* inconveniente legato alla fuga di gas dalla bombola del fornello da campo (che era sotto i 40°C della macchina al sole), ci siam rimessi in viaggio. Dopo una piccola sosta all’interno della Foresta Umbra con annesso spuntino chimico, siamo arrivati al tourism=campsite alle 15.00. Il primo pomeriggio è morto nel montaggio della tenda e in un salutare bagno a mare, che distava dal waypoint tenda la bellezza di 2000 m. Abbiamo approfittato della serata sulla spiaggia per instaurare tra me e Alessandro una stretta amicizia alcolica, complice il vino portato da Alex (che, ricordiamolo per delicatezza, tra 4 mesi si laureerà in Enologia). Che vi piaccia o no, in questa mail saremo schietti: il mio soprannome da quella sera è diventato “vomitino”.Le mattine tra il secondo ed il quarto giorno sono state legate praticamente sempre all’attività di mapping: a San Menaio abbiamo tirato su i gpx per il lungomare, una pineta, una farmacia, e molte delle strade che circondano la zona. Con le biciclette ci siamo spinti fino a Rodi Garganico, mappando molte strade della cittadina. Sfortuna ha voluto che quel giorno il mio cellulare (Nokia 6630 collegato ad antenna GPS bluetooth Hamlet) desse di matto, perdendo il gpx. Delusione amara e forte frustrazione (affogate nell’acool, ovviamente). Per la prima volta, abbiamo cercato di procedere con un mapping serio: Alex si è armato della mia Moleskina per prendere nota dei nomi delle strade, cosa che fino ad allora non era successa molto di frequente (soprattutto perchè non ce n’era mai stato bisogno).
Il secondo giorno di permanenza a San Menaio è stato allietato dall’arrivo di Simone Cortesi (un simpatico pavese con la mania per Lino Banfi). Ci riesce difficile trovare le parole per descrivere Simone: in linea generale il suo presentarsi con la maglietta nera dello State of the Map 2008 ha generato in noi un lieve senso di devozione verso quel mapper. Nel giro di un paio di giorni siamo stati in grado di affrontare conversazioni in cui si passava allegramente dal rendering di InformationFreeway alla lievitazione dei panettoni, per non parlare dei processi di vinificazione e di tutta la teoria sugli aceti. E non si dica che i geek sono noiosi
Scherzi a parte, Simone è stata per noi la finestra sul mondo di OSM, come non ne avevamo mai avute; la sua esperienza dello SOTM 2008 – anche se per via puramente fotografica – ci ha permesso di conoscere alcuni volti importanti dell’evento ed alcune situazioni veramente spassose che hanno a che fare con l’intervento di Google alla manifestazione irlandese. Per saperne di più, offrite una birra a Simone, lui sarà felicissimo di raccontarveli

Oltre ad una buona forchetta, l’arrivo di Simone ha portato un pò di mobilità: mentre in sua assenza ci siamo mossi praticamente solo in bicicletta (si stimano 140 km in mountain bike in 10 giorni, non molto, in fondo…), la sua Volvo ci ha guidati su molte strade che altrimenti non avremmo mappato. Degni di nota sono anche alcuni pomeriggi di pura pigrizia trascorsi in *geek sessions*; si è anche scoperto che Ruvo di Puglia è un feudo di Terlizzi (ma questa è un’altra storia). In generale, non penso che il tavolo da campeggio di Alex abbia ospitato tanta elettronica tutta insieme come in quei pomeriggi: 2 portatili, 3 cellulari, 2 navigatori GPS, 2 macchine fotografiche ed un numero imprecisato di periferiche di memorizzazione di massa.
Degna di nota è stata anche l’”escursione” (se così vogliamo chiamarla) a San Giovanni Rotondo, per mappare la Basilica di San Pio, di recente costruzione. Non voglio far trasparire opinioni personalissime, ma il nostro terzetto è stato perfettamente daccordo sul fatto che la chiesa sembrasse più un Auchan della fede che un luogo di culto. Poi, abbiamo delle foto superbe dei distributori di lumini a gettoni. Però, bisogna ammetterlo: abbiamo mappato la più grande area “pedestrian” della Puglia (se non d’Italia) costringendo il nostro “antennoforo” (Alex, tolkienianamente detto “portatore dell’antenna”) a seguire per filo e per segno il perimetro dell’area pedonale antistante la basilica. Erano le 10.00 PM. Di quei momenti credo che Simone abbia scattato foto molto eloquenti, ahynoi
Quella sera stessa ci siamo rifugiati in un anonimo pub nell’anonimo paesino di Cagnano Varano e, andando vicino alla cassa per ordinare da mangiare, siamo subito rimasti di sasso nel constatare che sul pc era in esecuzione Amarok su Ubuntu per diffondere la musica nel locale. Non avremmo mai scommesso neanche un centesimo sul fatto che tre mapper, nel paese meno turistico d’Italia, potessero trovare una cosa del genere (tra l’altro il sottoscritto Francesco è anche un ubuntero).Ringraziando Simone per il vino, ogni separazione è dolorosa – ma è pur sempre un arrivederci.
I restanti 5 giorni Alessandro e Francesco li han trascorsi a Foce Varano, amena località turistica del Gargano nota soprattutto per le zanzare grandi quanto gatti. A differenza di San Menaio, il posto questa volta presenta strade con pendenza pari allo 0° (contro il 20° medio della località precedente). Ciò ha significato per noi moltissimi km in bicicletta e anche molti file igc da convertire in gpx (senza contare i file nmea che ci aveva passato Simone), stanchi di utilizzare il terminale, Alessandro si è adoperato -mentre io leggevo la splendida biografia di Torvalds- per scrivere un piccolo script in python per la conversione in massa dei file igc e nmea. Senonchè, Simone decide di venire a trovarci ancora per un paio d’ore in piazza, prima di partire per il profondo Nord (portando anche la brutta notizia delle cagionevoli condizioni di salute del cerignolano Francesco).
In quei giorni abbiamo mappato quasi tutto il paese, poi tutta l’area portuale, poi la riserva naturale che sorge sull’istmo di terra tra lago e mare, poi un pò delle campagne, oltre a vari km di coastline percorsi di notte sulla spiaggia sabbiosa. A due giorni di distanza dal ritorno a casa, la folle decisione di circumnavigare il Lago di Varano. Chiunque abiti su quello di Como, di Garda o sul Trasimeno, non ha idea di cosa sia il lungolago di Varano. Una highway=track quasi completamente sabbiosa larga non più di 2 m, a non più di 40 cm dalla riva del lago. Bella fregatura, farselo in bici. Comunque, siamo riusciti a definire con precisione almeno la costa orientale del Lago (sfuggendo ad un simpatico pastore tedesco dalle dimensioni interessanti, a guardia di una villa lì sul lago).Il ritorno è stato animato nuovamente dalla musica blues, folk e dall’incontro con Francesco a Cerignola, che questa volta ci ha offerto un rinfresco con cognizione di causa, dopo aver osservato il lavoro svolto (scherzo naturalmente
). Siamo stati molto felici di ritrovarlo in forze ed armato di GPS, nonostante il brutto periodo trascorso mentre noi eravamo a Foce Varano. A lui i nostri saluti e ringraziamenti per la disponibilità
Sicuri di avervi annoiato abbastanza, pensiamo sia il caso di chiudere qui il messaggio. I risultati seri dell’OpenStreetCamping 2008 saranno visibili nei prossimi giorni, probabilmente dopo il rendering settimanale (su freeway si vede già qualcosa). Non voglio azzardare statistiche, ma abbiamo mappato veramente molto (e a questo proposito vorrei ringraziare Simone per le escursioni in auto). Tutte le (innumerevoli) foto sono disponibili sull’account Flickr di Francesco.
In fondo, lo diceva Linus: il senso della vita umana è legato essenzialmente – in ordine – ai concetti di sopravvivenza, socialità, divertimento. Possiamo dire che OSM ci ha permesso di conoscere un paio di mapper (e, tramite loro) una comunità molto più ampia. Per noi, il viaggio ha permesso di soddisfare ben due necessità in una botta sola: socialità e divertimento, dispensate a larghe braccia dalle comunità dei progetti open source.
Auguri a tutta la Comunità Italiana di OSM per il futuro,
e buon mapping
Francesco de Virgilio aka Fradeve11
Alessandro De Noia aka Sdonk -
Trasformare in massa tracce igc e nmea in tracce gpx
Pubblicato il agosto 17th, 2008 3 commentiDurante l’openstreecamping2008 abbiamo avuto la necessità di trasformare, con gpsbable, le decine di tracce igc, il formato di tracking che utilizza il cellulare di Fradeve, raccolte durante i giri in bici in formato gpx che è il formato utilizzato da josm.
Dopo qualche giorno ci siamo resi conto che era noioso ridigitare ogni volta il comando dal terminale (ovviamente non tutto, ma modificando semplicemente il nome del file nel comando precedente) e potevamo perdere tempo prezioso in questo modo? Ovviamente no!
Mentre Fradeve leggeva la biografia di Torvalds (ve la consiglio) e il caldo era insopportabile, ho scritto un piccolo script in python per convertire in massa file igc e nmea in file gpx.
Credo sia possibile farlo anche in bash, ma non conoscendo il bash ho preferito usare il python e in particolare il modulo os, contenuto nella libreria standard, che permette al programma di interfacciarsi con il sistema operativo.
Clic qui per scaricare lo script
Qualche commento al codice:
if formato in ListaFormati : ListaFile = CercaFile(os.listdir('.') , formato) else : print "Formato inesistente o non ancora implementato, esco dal programma." exit()Controlla il formato passato come argomento al programma e, se corretto (i formati accettati sono igc e nmea), restituisce una lista, attraverso la funzione os.listdir(cartella), con tutti i file contenuti nella cartella passata come argomento.
def CercaFile(lista, flag): for i in lista: if flag in i: gpx.append(i) return gpxLa funzione CercaFile restituisce una nuova lista contenente soltanto i file con l’estensione interessata (igc o nmea), eliminando tutti gli altri file inutili.
if ListaFile != []: c = 0 for i in ListaFile: stringa = "gpsbabel -i " + formato + " -f '" + i + "' -o gpx -F '" + i[0:-3] + "'gpx" os.system(stringa) c = c + 1 print "Ho trasformato " +str(c)+ " file in gpx ed ho cancellato i file " + formato + "" else: print "Non ci sono file da convertire, ciao!"Controlla che ci siano file da convertire, in caso positivo passa al sistema, attraverso il la funzione os.system, il comando gpsbabel necessario alla conversione dei file. La stringa che può sembrare complicata serve a trasformare i file mantenendo il nome originale.
Per eseguire lo script basta copiare i file da trasformare nella stessa cartella dove è presente lo script e poi da terminale digitare:
$: python trasforma.py formatodove formato deve essere sostituito con igc o con nmea a seconda del formato di partenza dei file.
Semplice, veloce ed efficace a patto di aver gpsbabel installato, ovviamente!


