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Porteremo linux in Biblioteca!
Pubblicato il febbraio 10th, 2009 Nessun commentoLa mia prolungata assenza da questo blog è causata principalmente dagli impegni universitari (gli ultimi esami e la tesi), ma anche dalla nuova avventura che comincerà a breve: portare Linux in biblioteca.
A luglio la Regione Puglia ha indetto un bando dal titolo Principi Attivi – Giovani idee per una Puglia migliore, con il quale avrebbe finanziato 305 idee innovative a carattere imprenditoriale; anche noi dopo 2 mesi di duro lavoro abbiamo presentato il nostro progetto.
Il 23 dicembre scorso sono state pubblicate le graduatorie, ma solo ieri è arrivata la comunicazione scritta ufficiale: il nostro porgetto è stato approvato.
Ci occuperemo dell’informatizzazione della biblioteca comunale con software libero, in particolare adotteremo PMB come ILS (integrated library system) e ubuntu server come sistema operativo del web server; inoltre tutto il materiale prodotto durante il progetto sarà fatto utilizzando esclusivamente software libero.
Che dire, proprio una bella soddisfazione e speriamo che possa fare breccia in tutte le amministrazioni comunali.
Stay tuned per tutti gli aggiornamenti e gli how-to di tipo tecnico.
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How-to: da Apt di Ubuntu a Pacman di Arch Linux
Pubblicato il dicembre 11th, 2008 3 commentiEra già da un po’ di tempo che Xubuntu cominciava ad andare stretta nel mio notebook macinino e da qualche mese avevo già cominciato a pensare ad un’altra distro più leggera e performante di Xubuntu (ammettiamolo, è sempre più pachidermica
), domenica scorsa avevo il pomeriggio libero ed ho installato Arch Linux ed è stato amore a prima vista.Non è mia intenzione, in questo post, parlar male di Ubuntu e incensare Arch Linux e il metodo Arch -anche perché basta provare Arch per rendersi conto della differenza abissale tra le due distro- ma, considerando che Arch è una rolling release, vorrei semplicemente compilare la lista dei comandi di pacman (il gestore di pacchetti di Arch) corrispondenti ai vecchi e cari comandi di apt per facilitare la vita a chi voglia provarla.
Questo how-to presuppone che abbiate installato Arch Linux -se non lo avete ancora fatto potete seguire l’ottima guida passo passo sul wiki italiano- e che non vi spaventi usare soltanto il terminale considerato pacman non ha ancora una GUI matura.
NB: tutti i comandi devono essere dati da root o fatti seguire a sudo
Comando Pacman Comando APT Descrizione pacman -Sy apt-get update Aggiorna il database dei pacchetti pacman -Su apt-get upgrade Aggiorna il sistema pacman -Syu apt-get update && apt-get upgrade Aggiorna il database e in seguito il sistema pacman -Qdt apt-get upgrade Aggiorna il sistema pacman -Rs $(pacman -Qtdq) apt-get autremove Elimina i pacchetti orfani pacman -Scc apt-get clean Pulisce la cache locale dei pacchetti pacman -S pacchetto apt-get install pacchetto Installa un pacchetto pacman -Sy pacchetto apt-get upgrade && apt-get install pacchetto Aggiorna il database e installa il pacchetto pacman -Rsn pacchetto apt-get–purge remove pacchetto Elimina il pacchetto, le sue dipendenze inutilizzate e i file di configurazione Mancando Pacman di una GUI la cosa che lascia spaesati, almeno per me lo è stato, è la ricerca di un pacchetto nel database. Su Ubuntu, se non conoscevo il nome del pacchetto, usavo Synaptic per la ricerca e molto raramente apt-cache da terminale, in Arch invece i comandi di ricerca sono inclusi in pacman.
pacman -Ss regexp
Se la lista pacchetti è molto lunga si può utilizzare less per migliorare la leggibilità dell’output
pacman -Ss regexp | less
Il comando precedente cerca delle corrispondenze di regex (che puo’ essere anche un’espressione regolare) nella descrizione e nel nome del database dei pacchetti.
pacman -Qs regexp | less
Il comando precedente cerca delle corrispondenze di regex (che puo’ essere anche un’espressione regolare) nella descrizione e nel nome nei pacchetti installati.
Se proprio non potere fare a meno di utilizzare un front-end grafico segnalo due progetti:
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OpenMoko FreeRunner: guida completa passo-passo (parte 1)
Pubblicato il settembre 12th, 2008 16 commentiFinalmente dopo qualche giorno di attesa ho ricevuto anche io il mio FreeRunner e la prima cosa che ho fatto è stata personalizzare ed aggiornare il software in dotazione.
Dopo aver girato in lungo e in largo su internet e aver seguito varie guide ho deciso di raccoglierle tutte in una mega-guida da seguire passo passo.N.B. La procedura è valida per qualsiasi distribuzione linux ma è dedicata alla distribuzione Ubuntu Hardy 8.04
Preparativi
Inseriamo la sim, la microSD e la batteria in dotazione seguendo la guida ufficiale del wiki e carichiamo completamente la batteria per la prima volta.
Flashing dell’immagine e del kernel
L’immagine e il kernel preinstallati saranno sicuramente obsoleti per cui sarà necessario aggiornarli, attraverso una procedura chiamata flashing.
Scarichiamo l’immagine ufficiale aggiornata da questo indirizzo, dobbiamo scaricare il file che è contraddistinto dalla notazione:Om2008.8-gta02-aaaammgg.rootfs.jffs2
dove aaaa, mm e gg stanno rispettivamente per anno, mese e giorno di rilascio.
Dallo stesso link è possibile scaricare anche il kernel ufficiale aggiornato, contraddistinto dalla notazioneOm2008.8-gta02-aaaammgg.uImage.bin
dove aaaa, mm e gg hanno lo stesso significato precedente. Esiste anche un kernel non ufficiale, mantenuto da mwester, che sembra allungare decisamente la vita della batteria senza preguidicare il funzionamento del telefono, quest’ultimo è scaricabile da questo indirizzo.
Infine scarichiamo dfu-util dai repository di Intrepid, cliccando su questo link e scegliendo un server, e lo installiamo digitando da un terminale:$: sudo dpkg -i dfu-util_0.0+r4067-3.1_i386.deb
Adesso siamo pronti per aggiornare, apriamo un terminale e spostiamoci nella cartella in cui abbiamo scaricato il kernel e il rootfs, premiamo il tasto AUX (quello in alto a destra) e il tasto Power del FreeRunner fino a quando comparirà il boot menù NOR.
Colleghiamo velocemente il cavetto usb in dotazione al FreeRunner al computer e da un terminale digitiamo:$: sudo dfu-util -a kernel -R -D nome_immagine_kernel
Attendiamo qualche minuto e il nuovo kernel sarà installato sulla nostra mitica saponetta.
A questo punto è necessario installare il nuovo rootfs, semplicemente digitando da un terminale
$: sudo dfu-util -a rootfs -R -D nome_immagine_rootfs
Se entrambe le operazioni sono andate a buon fine, la seconda richiede diversi minuti, sul FreeRunner sarà installata l’ultima versione del kernel e del rootfs.
n.b. se si collega il cavetto prima di aver acceso il FreeRunner, l’alimentazione del cavetto farà accedere l’OpenMoko per sarà necessario aspettare termini il boot per poi spegnerlo, per cui PRIMA accediamo al boot menù e poi colleghiamo il cavetto!
Collegare il FreeRunner al pc e ad Internet
Modifichiamo, con i privilegi da amministratore, il file /etc/network/interfaces
$: sudo gedit /etc/network/interfaces
Aggiungendo queste righe in fondo:
# FreeRunner
auto usb0
iface usb0 inet static
address 192.168.0.200
netmask 255.255.255.0
network 192.168.0.0
up iptables -A POSTROUTING -t nat -j MASQUERADE -s 192.168.0.0/24 &
up echo 1 > /proc/sys/net/ipv4/ip_forward &
up iptables -P FORWARD ACCEPT &
down iptables -D POSTROUTING -t nat -j MASQUERADE -s 192.168.0.0/24 &Modifichiamo, con i privilegi da amministratore, il file /etc/hosts
$: sudo gedit /etc/hosts
aggiungendo in alto questa riga:
192.168.0.202 openmoko (possiamo sostituire openmoko con un altro nome)
Modifichiamo, sempre con i privilegi da amministratore, il file /etc/udev/rules.d/85-ifupdown.rules
$: sudo gedit /etc/udev/rules.d/85-ifupdown.rules
in modo che la riga LABEL=”net_end” si trovi prima della riga che comincia con ACTION==”remove”
Riavviamo il demone che gestisce il networking:
$: sudo /etc/init.d/networking restart
Se (e solo se!) il pc è dietro una rete con intervallo di indirizzi 192.168.0.x (dietro un router, ad esempio) digitiamo questo comando in un terminale:
$: sudo route add -host 192.168.0.202 dev usb0
Infine possiamo collegarci alla saponetta semplicemente digitando:
$: ssh root@openmoko (sostituire openmoko con l'eventuale nome scelto in precedenza)
Alla richiesta della password premiamo semplicemente invio e saremo collegati sia ssh al FreeRunner!
N.B. da ora in poi le istruzioni da digitare su terminale root (contraddistinte da #:) vanno digitate sul terminale collegato al FreeRunner via ssh
La prima cosa da fare è impostare una password semplicemente digitando:
#: passwd
e digitate due volte la password.
Infine, per collegare l’openmoko ad Internet attraverso l’usb, dobbiamo modificare il file /etc/network/interfaces del FreeRunner, digitando:
#: vi /etc/network/interfaces
Adesso premiamo i per entrare nella modalità editing di vi e modifichiamo la porzione di file relativa ad usb0 in modo che risulti uguale a questa (solitamente è necessario modificare solo le ultime due righe):
iface usb0 inet static
address 192.168.0.202
netmask 255.255.255.0
network 192.168.0.0
gateway 192.168.0.200
up echo nameserver 208.67.222.222 > /etc/resolv.conf
up echo nameserver 208.67.220.220 >> /etc/resolv.confPremiamo esc per uscire dalla modalità editing di vi e poi digitiamo :wq (i caratteri compariranno in basso a sinistra) e diamo invio per salvare ed uscire da vi.
Riavviamo i servizi di rete del FreeRunner:
#: /etc/rc0.d/K40networking restart
Adesso il FreeRunner è collegato alla rete!
Aggiornare e personalizzare il software base
Dopo aver collegato l’OpenMoko ad internet aggiorniamo i pacchetti utilizzando opkg, il gestore di pacchetti di OpenMoko:
#: opkg update #: opkg upgrade
Attenzione: se stai usando OM 2008.12 e vuoi cambiare la tastiera e il tema di OM allora devi seguire questa guida più aggiornata.
La tastiera standard di OpenMoko è pienamente utilizzabile con le dita, ma la tastiera di Rasterman è più completa e semplice da utilizzare. Per installarla è sufficiente digitare questi comandi:
#: opkg install illume-config
Adesso disabilitiamo la tastiera di default di Qtopia, modificando il file /etc/X11/Xsession.d/89qtopia
#: vi /etc/X11/Xsession.d/89qtopia
Premiamo i per entrare i modalità editing e inseriamo questa riga nel file:
export QTOPIA_NO_VIRTUAL_KEYBOARD=1
Premiamo il tasto esc e poi digitiamo :wq per salvare e uscire da vi, a questo punto installiamo il pacchetto opkg install illume-config-illume:
#: opkg install illume-config-illume
puliamo la cache di Enlightenment:
#: rm -rf ~/.e/e/config/illume
e riavviamo X:
#: /etc/init.d/xserver-nodm restart
All’avvio modifichiamo le preferenze della tastiera di Illume premendo il triangolino capovolto che compare nella parte alta dello schermo al centro, poi la chiave inglese che sarà comparsa nell’angolo in alto a sinistra e infine premiamo (con le dita, of course) sulla scritta Keyboard e selezioniamo la voce Default.
Installare software utile
Il FreeRunner ha una vasto assortimento di software interessante, ufficiale e non, da installare per sfruttare appieno l’hardware e le potenzialità del dispositivo.
Da buon mapper non posso che cominciare con un buon software di tracking: TangoGPS.
Prima di installare Tango è necessario far funzionare il gps, dal terminale digitiamo questi comandi:
#: opkg install gpsd #: echo "GPS_DEV=\"/dev/ttySAC1\"" > /etc/default/gpsd
Installiamo il pacchetto ufficiale (solitamente più aggiornato della versione dei repository multiverse di OpenMoko)
#: opkg install tangogps
La caratteristica di TangoGPS è quella di disegnare il tracking sulle mappe di OpenStreetMap in questo modo possiamo sapere cosa è già stato mappato e quanto è preciso!
Per scaricare le mappe della zona interessata, dobbiamo collegare il FreeRunner ad Internet e avviare TangoGPS.Usando lo zoom (tasto + in alto) e le barre di scrolling visualizziamo la zona desiderata allo zoom desiderato, poi digitiamo su una zona qualunque della mappa e dal menù selezioniamo map download, poi i livelli di zoom da scaricare a partire da quello attuale (per cui se volete scaricare il massimo livello di zoom di un area dovete zommare fino a livello 11 e poi scelgere +6 nel menù di scelta dello zoom) e infine clicchiamo sul pulsante OK e dopo qualche minuto avremo le mappe scaricate in locale (è possibile controllare il downloading delle mappe nell’angolo in basso a sinistra, c’è un conto alla rovescia che indica i tiles che il programma dovrà ancora scaricare), pronte da usare per le uscite di mapping.
N.B. Se il FreeRunner non è collegato alla rete può succedere che TangoGPS si impalli perché cerca di scaricare le mappe ma non riesce a collegarsi ai server di OpenStreetMap, per evitare questo incoveniente basta despuntare la casella Auto download map tiles dalla schermata Config (ultimo tasto in basso a destra).
Continua…
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Pythonizzare gedit
Pubblicato il agosto 21st, 2008 Nessun commentoIn attesa di imparare (e pythonizzare) per bene Vim, scrivo i miei script in Python con Gedit, l’editor di testi standard di Gnome, che se adattatto alla scrittura di codice Python attraverso alcuni utili plugin (i plugin di Gedit sono scritti in Python!) può diventare davvero un ottimo IDE.
Plugin standard
Per installare il pacchetto dei plugin standard è sufficiente installare il pacchetto gedit-plugins da synaptic oppure da terminale digitando:
$: sudo apt-get install gedit-pluginsTra i molteplici plugin standard installati, i più interessanti sono:
- Commento codice
- Console Python
- Terminale incorporato
- Traccia gli spazi
Per abilitarli basta avviare Gedit e dal menù selezionare Modifica–>Preferenze–>Plugin e poi spuntare la casella del plugin relativo.
Plugin aggiuntivi
Esistono alcuni plugin aggiuntivi molto utili, i più interessanti sono:
- Auto completition per l’autocompletamento del codice
- Class Browser per navigare tra le classi
Per installare il primo è necessario prelevare il plugin da questo indirizzo e poi copiare i file nella cartella ~/.gnome2/gedit/plugins, volendo usare il terminale
$: wget http://elias.hiex.at/gedit-plugins/auto_completion.gedit-plugin$: wget http://elias.hiex.at/gedit-plugins/auto_completion.py
$: mv auto_completion.* ~/.gnome2/gedit/plugins
Per installare il plugin Class Browser invece, disponibile a questo indirizzo, è necessario installare prima il pacchetto exuberant-ctags e solo successivamente scaricare il pacchetto contenente i file e copiarlo nella cartella ~/.gnome2/gedit/plugins
$: sudo apt-get install exuberant-ctags$: wget http://www.stambouliote.de/download/gedit_classbrowser-0.2.1.tar.gz
$:
tar zxvfgedit_classbrowser-0.2.1.tar.gz$: cd gedit_classbrowser-0.2.1
$: mv * ~/.gnome2/gedit/plugins
Per abilitare i due plugin è sufficiente avviare Gedit e dal menù selezionare Modifica–>Preferenze–>Plugin e poi spuntare le due relative caselle.
Per visualizzare i plugin è necessario avere la barra inferiore e la barra laterale attiva, digitando rispettivamente CTRL+F9 e F9, ed ecco come si presenta il mio Gedit:
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Utilizzare sul proprio pc TangoGPS e le mappe di OpenStreetMap
Pubblicato il agosto 18th, 2008 2 commentiSe inserire le mappe di OpenStreetMap nel proprio sito/blog è una grande soddisfazione, soddisfazione ancora più grande è vedere le mappe di OpenStreetMap funzionanti su un navigatore GPS.
Nella mailinglist italiana di OpenStreetMap si parlava di OpenMoko e di TangoGPS, il navigatore per palmari scritto in python
che utilizza le mappe di OSM, e ovviamente io non potevo resistere alla tentazione di provare il navigatore sul mio pc utilizzando l’antenna esterna che uso per raccogliere le tracce e una penna bluetooth da due soldi.Se usate Ubuntu (o Debian) è possibile scaricare il pacchetto .deb direttamente dal sito (link diretto) e poi da terminale digitare:
$: sudo dpkg -i tangogps_0.9.2_i386.debUna volta installato il software dobbiamo solo collegare l’antenna al demone che gestisce il gps (gpsd), per farlo ho seguito pedissequamente l’ottima guida del blog di michelem.
Una volta configurato il tutto (basta seguire la guida che non riporterò qui) ho avviato TangoGps e mentre iniziavo a cercare il pulsante per scaricare le mappe il software si è agganciato all’antenna e ha scaricato automaticamente le mappe di OpenStreetMap, fenomenale!
Ecco uno screenshot (click sull’immagine per ingrandire), il cerchietto blu è dove si trova la finestra della mia stanza… precisissimo!
Forza che aspettate, correte fuori di casa e mappate tutto quello che vi capita a tiro per avere la soddisfazione di utilizzare le mappe che avrete contribuito a creare.
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Python
Pubblicato il agosto 15th, 2008 Nessun commentoIn questa pagina (in continuo aggiornamento) , ci sono i link ai miei script e programmi open source scritti in python, non sono nulla di eccezionale ma svolgono egregiamente il loro lavoro e a volte sono anche carini.

- Parsing delle tabelle composizione alimenti INRAN e salvataggio dei dati in un database SQlite3
- Estrapolazione dati (quota) dai file gpx
- Conversione massiva di file igc e nmea in file gpx
- Visualizzare eventi sismici del sito INGV su mappe OpenStreetMap (versione testuale)
- OSMQuake: visualizzare eventi sismici nazionali sulle mappe di OpenStreetMap (versione grafica)
Ultimo aggiornamento: 04 maggio 2009
database, gpx, igc, inran, linux, nmea, Open source, OpenStreetMap, Python, Ubuntu -
Lo stambecco trova la sua strada
Pubblicato il maggio 3rd, 2008 Nessun commento
A pochi giorni dall’uscita di Hardy è già disponibile la roadmap che porterà il team di Ubuntu a rilasciare, ad Ottobre, la versione 8.10 nome in codice Intrepid Ibex (stambecco intrepido).
Già domani si terrà l’incontro tra gli sviluppatori al Corinthia Towers Hotel di Praga, ed il rilascio della prima alpha è prevista per il sette giugno.
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Come per magia il pinguino si traveste da airone
Pubblicato il aprile 24th, 2008 1 commentoOgni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia
A.C. Clarke

Rispettando perfettamente la roadmap prestabilita, oggi è stata rilasciata la versione 8.04 di Ubuntu nome in codice Hardy Heron “Airone Audace”.
Tra le tante novità spiccano Firefox 3 beta 5, Cheese il software di cattura immagini e video dalla webcam e l’applicazione per desktop remoto Vinagre.
Scarica ed installa (anche da Windows attraverso Wubi) la nuova Ubuntu







